Nel vecchio casolare

Antichi momenti da rivivere in un’affascinante ambiente rurale

 

           

 

Preparazione della “Torta sul panaro” e cottura sotto la brace del camino come nella più antica tradizione dei contadini locali. La torta poi sarà farcita come si faceva un tempo, con salsicce cotte sulla gratella ed erba di campo cotta…ci saranno anche le patate arrostite sotto la cenere. Muniti di “mattarello” e spianatoia, osservando i gesti e ascoltando i suggerimenti della massaia, imparerete a realizzare questo particolare pane che i contadini preparavano quasi quotidianamente e da sostituire alla classica pagnotta.

  • Il laboratorio di torta durerà circa due ore, ci sarà un pranzo finale con torta, salsicce, erba cotta, un dolce, vino, acqua e caffè. 

 

Preparazione del “Torcolo”, il tipico ciambellone dei nostri luoghi e tradizioni. Con la cottura in forno a legna sotto il portico del vecchio casolare, sarete impegnati nell’impastare questo dolce, semplice nei suoi ingredienti come vuole la tradizione contadina fatta di piatti essenziali. Una volta cotto sarà un piacere gustarlo con il vinsanto affumicato che riposa da qualche anno nei caratelli nella piccola cantina adiacente.

  • Il laboratorio di “Torcolo” durerà circa due ore, seguirà degustazione del vostro lavoro realizzato con vinsanto.

 

Sempre nel vecchio forno si potranno cuocere anche le immancabili Torte del Formaggio di Pasqua (si possono realizzare in qualsiasi momento dell’anno). Dopo che avrete preparato l’impasto, utilizzeremo gli antichi attrezzi da forno per sistemare il fuoco, pulire il piano e infornare finalmente le teglie. Come vuole sempre la tradizione le torte saranno meglio assaporate con i salumi della norcineria di Pietralunga, in particolar modo il “capocollo”.

  • Il laboratorio che durerà circa due ora terminerà così con un pranzo con le vostre torte, salame, prosciutto, capocollo, erba cotta, dolce acqua, vino e caffè.

 

Durante la varie preparazioni, sarete allietati da curiosi aneddoti attorno alle regole che dettava la massaia riguardo il risparmio e la parsimonia nell’utilizzare gli ingredienti per preparare i pasti sia nei giorni quotidiani che festivi, in quello che era un regime di mezzadria che regnò almeno fino agli anni ’50 in questa parte dell’Umbria.